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A Roma si continua a morire in strada

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Ventisettemila incidenti con feriti, 111 vittime della strada, 12.568 feriti con 184 refertati nei vari nosocomi con prognosi gravi. Sono i numeri degli incidenti stradali rilevati dalla Polizia Locale di Roma Capitale dall’1 gennaio al 27 novembre 2019  avvenuti su tutto il territorio del Comune, dentro e fuori dal Grande Raccordo Anulare (escludendo lo stesso).

Sul triste podio delle vittime più vulnerabili i pedoni che rappresentato il 35 % del totale dei morti sulle strade dell’Urbe come conseguenza di un sinistro stradale.

A rendere noti i dati dei sinistri avvenuti sulle strade urbane della Città Eterna il “Rapporto 2019 sulle statistiche dell’incidentalità nei trasporti stradali” del MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). In questo ambito è possibile avere un quadro dettagliato dei sinistri rilevati sulle strade della Capitale tramite le “statistiche sull’incidentalità nei trasporti stradali”, con “dati, analisi e monitoraggio dei fenomeni emergenti” elaborati dal Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale.

Numeri importanti quelli della Capitale d’Italia che vedono ogni giorno i circa “6000 operatori della Polizia Locale (…) impegnati su un territorio di circa 1.300 km², con circa 16.000 strade aventi denominazione toponomastica diversa equivalente a 5.500 km. La gestione del territorio riguarda una grande quantità di operazioni che equivalgono a circa 10.000 interventi settimanali gestiti dalla Centrale Operativa di cui circa il 78% riguarda la sicurezza stradale”.

In particolare gli “incidenti rilevati (sia con soli danni a cose come quelli con feriti e mortali), riguardano quelli avvenuti su tutto il territorio del Comune, dentro e fuori dal GRA (escludendo lo stesso), nelle 24 ore dei 7 giorni della settimana”.

Come si legge ancora nel rapporto dei vigili urbani romani, “le molteplici azioni messe in campo stanno incidendo in maniera positiva, su ogni ambito e l’attenzione al monitoraggio e l’analisi del dato ci permettono di registrare un contenimento dei dati confermato anche nei primi mesi del 2019 in tendenza con le linee nazionali ed europee”.

Nel complesso, il numero di decessi a causa degli incidenti stradali, negli ultimi 10 anni, mostra una tendenza in calo pur rilevando una media di circa 146 deceduti nel quinquennio. La media dei deceduti mensili nel 2006 era di 18 in un mese (un morto in strada ogni 2 giorni) con un picco storico di 29 deceduti, mentre nell’ultimo anno 2019 siamo scesi a circa 10 deceduti in media al mese con un picco di minimo storico pari a 3 deceduti.

Scendendo nel dettaglio, in dieci anni (2008-2018) “si è registrato un -2% annuo del numero di deceduti, un – 4% del numero di feriti e infine un -8% del numero delle prognosi riservate. Complessivamente una media di un calo annuo del 2-4% del numero di lesioni più o meno gravi“.

Nel 2019, dal 1 gennaio al 27 novembre “gli operatori della Polizia Locale Roma Capitale sono intervenuti su circa 27.000 incidenti con danni a cose e a persone: su 108 di essi hanno perso la vita 111 utenti coinvolti (-20% rispetto allo stesso periodo del 2018), e su 9.800 di essi hanno riportato lesioni 12.568 utenti e per 184 utenti (-12% sul dato 2018) la prognosi è stata più grave”.

Un confronto con lo stesso periodo dell’anno 2018, 01 gennaio- 27 novembre, ci mostra “un discreto miglioramento sia in valore assoluto che relativo rispetto alle utenze degli utenti coinvolti”.

Utenti più vulnerabili motociclisti, scooteristi e soprattutto i pedoni: “Descrivendo l’analisi dei deceduti rilevati secondo la categoria di utente coinvolto, tra conducente passeggero e pedone, quest’ultimo risulta il più vulnerabile – si legge ancora nel report dei ‘caschi bianchi’ – . Come già anticipato questo fenomeno è la prima emergenza a cui stiamo maggiormente dedicando ed investendo risorse con approcci più sistematici sia sul piano operativo che di controllo. La diminuzione denota un miglior livello di sicurezza, attiva e passiva dei veicoli ma mostra di fatto anche una vulnerabilità diversa per alcune utenze come: conducenti e pedoni”.

Gli utenti più coinvolti che hanno riportato lesioni sono i “conducenti delle due ruote ed il pedone che rappresenta l’utente più vulnerabile (movimenti meno controllabili e utilizzo della strada condizionato dall’età e dalla concentrazione della mobilità). Si evince, come dato significativo, proprio il numero dei decessi tra i pedoni nell’anno 2019 (37 morti) pari al 35% del totale (62 pedoni deceduti nell’anno 2018 pari al 44%)“.

In generale le conseguenze lesive con la percentuale degli utenti che subiscono lesioni più gravi è evidente sui veicoli a due ruote ed in particolare per i motocicli dove si sono rilevati più deceduti. “L’autovettura risulta il mezzo, in valore assoluto, con cui si svolgono gli spostamenti e si rilevano maggiori lesioni per gli occupanti coinvolti. Il peso della stagionalità è molto rilevante come anche i picchi della mobilità condizionata dal coinvolgimento dell’utente rispetto all’attrattore“.

Per quanto concerne il tipo di sinistri avvenuti sulle strade di Roma, come si legge ancora nel report 2019 lo “scontro frontale laterale rappresenta il 27% di tutti gli eventi e indica una dinamica la cui modalità di urto produce la quantità maggiore di conseguenze lesive. L’ulteriore divisione con frontale/laterale “destro o sinistro” aumenta l’informazione che ci permette, per esempio, di monitorare le dinamiche degli eventi, nelle analisi di micro-aree, con un’indicazione maggiore”.

Il grado di coinvolgimento dei veicoli è per il 90% tra due veicoli e sono coinvolti secondo la motorizzazione e dal tipo di mobilità scelta. “La concentrazione di tale tipologia di eventi è per il 68% rilevata nelle intersezioni-nodi (13% semaforizzate) mentre per il 28% nei tratti rettilinei dove a causa delle numerose immissioni e manovre si rileva questa tipologia di dinamiche. Gli eventi legati a questo tipo di fenomeno sono dentro il progetto di analisi come obiettivo primario proprio rispetto ai comportamenti legati alla precedenza e alle manovre scorrette”.

Lo scontro laterale tra veicoli in marcia rappresenta invece “il 18% degli eventi e indica quegli urti tipici della mobilità urbana dove gli spostamenti dalle corsie parallele e le manovre di svolta producono una consistente quantità di urti”.

Il grado di coinvolgimento dei veicoli è per il 93% tra due veicoli e sono coinvolti secondo il valore della motorizzazione come dal tipo di mobilità scelta. “Con questa dinamica possiamo rilevare che i veicoli a due ruote non sono predominanti ma aumenta il loro coinvolgimento in particolare nei tratti in cui ci si immette nei flussi o ci si attesta nelle intersezioni: un aspetto cruciale di attenzione per l’analisi”.

Il 40 % si concentra nelle intersezioni-nodi (12% semaforizzate) dove è molto frequente la manovra di svolta (regolamentate e non), mentre per il 60 % nei tratti rettilinei (7% altro) dove a causa della circolazione per file parallele tali manovre “inducono” a continui cambi di corsia.

Investimento di pedone: “rappresenta il 16% degli eventi è la natura degli eventi dove si registrano il numero più elevato di deceduti. I veicoli pesanti rappresentano per natura e struttura il mezzo più lesivo ma come possiamo notare anche il motociclo che per la sua particolarità di manovre “repentine” si rileva spesso compromettente per l’utente pedone“.

La struttura stradale più recidiva dove si rilevano maggiori eventi è per circa il 70 % collocata nei tratti rettilinei e il restante 30% nelle intersezioni (8% semaforizzate).

In tale ambito, si legge ancora nel rapporto della Polizia Locale di Roma Capitale, “la “tutela” del pedone con segnaletica e strutture, strisce e attraversamenti protetti, condiziona in maniera diversa la conseguenza lesiva ma dobbiamo rilevare il comportamento dell’utente stesso. Il comportamento, regolare o irregolare rispetto al codice della strada, dimostra come ben il 35% degli utenti ha un comportamento scorretto e la probabilità di subire lesioni gravi aumenta notevolmente non rispettando le regole“.

Fonte: RomaToday