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Fase 2 Roma, i trasporti in tilt

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Metropolitane, soprattutto in periferia come a Ponte Mammolo o ad Anagnina, prese d’assalto dall’alba alle prime ore della giornata. Con code lunghe, non sempre ordinate e senza rispettare il metro di distanziamento, che si sono riproposte al tramonto, all’ora del rientro. Anche alle fermate del Centro. Autobus meno affollati, ma sui quali è stato impossibile far rispettare il distanziamento: vuoi per la mancanza di controlli, vuoi per la ritrosia di alcuni romani a rispettare le regole. Con i conducenti in alcuni casi, soprattutto verso il Tridente, costretti a saltare qualche fermata perché tutti i posti a disposizione, seduti e in piedi, erano occupati.

Eppoi il traffico, che nonostante lo scaglionamento degli orari di apertura dei negozi, degli uffici e delle botteghe artigiane, è montato via via durante la giornata, con il risultato che prima della serata sono tornati rallentamenti e le file di auto che la Capitale sembrava aver dimenticato: sulle consolari, sugli snodi verso il raccordo, ma anche nei quartieri prospicienti al Centro come San Giovanni.
Roma ha risposto in maniera caotica alla Fase 2, alla prima giornata che ha segnato la vera fine del lock-down e la riapertura di quasi 30mila tra negozi di vicinato, botteghe artigiani e ristoranti e bar con servizio al tavolino. Ieri c’erano in circolazione 850mila persone in più tornate a lavoro, oltre forse a 2-300mila residenti che hanno approfittato della fine delle restrizioni e dell’obbligo di girare con l’autocertificazione.

CAOS VERSO IL RACCORDO
Delle 850mila persone in giro, ieri mattina dalle 6 alle 10, 44mila si sono mossi in metropolitana. Quattromila in più rispetto a venerdì scorso e quasi 10mila rispetto al 4 maggio. La situazione è stata all’insegna del caos soprattutto alle fermate i di interscambio (Ponte Mammolo, Tiburtina, Rebibbia, Termini, San Giovanni o Ostiense): file lunghe ai cancelli, assembramenti con distanziamento inferiore al metro quando si entrava nelle stazioni, addetti ai controlli (pochi) che spesso hanno dovuto alzare la voce per ricordare di indossare la mascherina. E le cose sono andate peggio sui treni, con i passeggeri che per uscire più velocemente si accalcavano sulle porte dei convogli o sulle scale mobili. Le file si sono ripetute nel pomeriggio in direzione opposta, soprattutto a San Giovanni, dove si è creato un grande serpentone che ha riempito tutto largo Brindisi. Sul fronte dei bus le nuove linee introdotte dalla giunta Raggi e suggerite da Roma Servizi per la mobilità per collegare Centro e periferia con 70 mezzi privati hanno dato un primo apporto per alleggerire la situazione. Ma sulle vetture di linea i problemi si sono registrate nei tratti dai quadranti decentrati verso il Tridente. E più si arrivava alla meta e più si faceva difficoltà a trovare un posto per sedere, con il risultato di dover aspettare la prossima corsa. Forte traffico automobilistico, che è montato nell’arco della giornata. Code su alcuni tratti del Grande raccordo anulare, sul tratto urbano dell’A24 in direzione Centro e sulla diramazione Sud verso il cuore della Capitale. Forti rallentamenti su via del Foro Italico in zona Tor di Quinto e verso Ponte di Nona, e ad Ampio Latino sulla Trionfale e sulla Prenestina. Oggi si ricomincia.

Fonte: ilmessaggero.it – roma