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Tor Bella Monaca: il medico del quartiere effettua i tamponi (gratis) nei locali della chiesa

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Quando ha compreso che l’andirivieni dei pazienti in attesa di sottoporsi al tampone avrebbe potuto generare conflitti all’interno del condominio dove ha sede lo studio, ha deciso di trovare altri locali idonei. E dopo la richiesta avanzata al municipio, e caduta nel vuoto, ha chiesto ‘asilo’ al parroco della chiesa Santa Maria Madre del Redentore di viale Duilio Cambellotti. È questa la storia di Dante Coccia, medico a Tor Bella Monaca da oltre 25 anni che ogni giorno, con dedizione, si dedica ai suoi pazienti.

Lo abbiamo raggiunto al telefono e ai nostri taccuini ha raccontato la sua scelta. “In genere, nei condomini in cui sono presenti studi medici, i conflitti si generano facilmente poiché i pazienti spesso sostano nelle aree comuni – ha spiegato Coccia – Per evitare che le attese necessarie allo svolgimento dei tamponi provocassero incomprensioni, ho deciso di scegliere altri luoghi”.

Non solo, lo studio medico non avrebbe garantito entrata e uscita da corridoi differenti, aspetto invece necessario per chi decide di effettuare il tampone. “Ho chiesto un locale anche al municipio ma non ho mai avuto risposta e – ha continuato Coccia – Mi sono rivolto al parroco, con il quale già in passato ho collaborato”.

Don Francesco ha accettato di dare una mano e ha messo a disposizione uno spazio adeguato perché Coccia potesse lavorare.

Due volte a settimane, il dottore Coccia si reca presso la struttura pronto a effettuare i tamponi ai suoi pazienti e anche ai pazienti di altri medici dello stesso ambulatorio che non offrono il servizio. “Queste operazioni vengono svolte anche in farmacia ma noi lo facciamo gratis e – ha continuato – Ho ritenuto opportuno che tutti i pazienti avessero gli stessi diritti: i colleghi che non effettuano tamponi segnalano me ai pazienti”. Circa 30 i tamponi che Coccia effettua ogni settimana. Infine: “La Asl mi avrebbe messo a disposizione altri locali, ma sarebbero stati lontani da Tor Bella Monaca, in chiesa – ha concluso – Tutti possono facilmente arrivare”.

Fonte: RomaToday