2880 chef rubio e la roma unta e bisunta

A+
A
A-


Chef Rubio e la Roma Unta e Bisunta

Vota questo articolo

(24 Voti)

Ha attraversato l’Italia armato di mestoli, padelle e fornelli, ha assaggiato quasi tutto l’assaggiabile, ha sfidato all’ultimo boccone i migliori “street chef” che ha incontrato sul suo cammino, il tutto con un solo obiettivo: riscoprire la cucina tradizionale, quella di strada, semplice e genuina, e portarla in televisione.

Gabriele Rubini, trent’anni, tra i fornelli e sullo schermo è Chef Rubio, il mattatore di Unti e Bisunti, la trasmissione andata in onda quest’estate su Dmax (canale 52 del digitale terrestre), che in poco tempo ha conquistato il pubblico, prendendolo letteralmente per la gola.

Un “gipsy chef”, un nomade, un errante, uno che non sta mai fermo insomma, «non per un dissidio interiore ma per un’eccessiva curiosità», precisa. Ed è quest’insaziabile voglia di scoprire il mondo, morso dopo morso, che lo ha portato ad assaggiare i piatti trovati sui marciapiedi e per le strade di moltissimi Paesi. Il suo tour lo comincia come rugbista professionista, poi in Nuova Zelanda riscopre il gusto di cucinare insegnatogli in famiglia, mette da parte caschetto e palla ovale, indossa il grembiule e si mette a studiare. Si diploma all’Alma, la scuola internazionale di cucina italiana di Gualtiero Marchesi, e sul campo perfeziona e affina le sue conoscenze.

Originario di Frascati, diplomato al liceo classico e con qualche anno di giurisprudenza sulle spalle (dettato da una passione per la criminologia), Rubio è cittadino del mondo con base, quando sta fermo, a Roma. Ma per la Capitale, culinariamente parlando, non ha parole tenere, anzi.

«Roma è la città dove mi sono voluto affermare e dove credo che sia più difficile affermarsi perché la cosiddetta alta cucina qui, in realtà, non c’è», racconta a Romainunclick. «Non si viaggia, non ci si prende la briga di guardare cosa c’è “fuori”, si cucinano sempre le stesse cose e nello stesso modo», dice. «E’ una città approssimativa che non cambierà mai. A Roma si esce e si va in determinati posti o in determinati ristoranti solo perché “fa figo”, ma molti di questi locali rinomati usano trucchetti da apprendista, coprono errori e difetti dei piatti usando burro, panna ecc., grassi che rendono davvero i cibi unti e bisunti». A Roma, in sostanza «si mangia male», dice lo chef. 

Insomma bocciata l’alta cucina capitolina e rimandati a pelar patate anche molti cuochi blasonati.

Ma qualcuno da tirar fuori dal pentolone anche secondo Rubio c’è. «Ci sono tre posti in particolare che consiglio volentieri a chi mi chiede dove poter andare a mangiare a Roma: L’Osteria di Monteverde, Marzapane e l’Osteria Fernanda. Tolto qualche difettuccio di inesperienza, sono ristoranti in cui semplicità e qualità si sposano bene e le persone hanno passione per quello che fanno».  

Materie prime e prodotti locali sono la sua ossessione, la riscoperta di sapori e tradizioni la sua missione (almeno televisivamente parlando) e la fame di conoscenza il suo marchio di fabbrica.

Esigente e critico (dice di esserlo prima di tutto con se stesso), Rubio non ha parole dolci neanche per i colleghi delle televisioni accanto. Anzi, la sua è una sorta di crociata gastronomica contro gli «chef sul piedistallo, quelli rappresentati quasi come figure eroiche che fanno sembrare la cucina qualcosa di irraggiungibile, di elitario». «Sono loro che hanno fatto il male della cucina italiana», rimarca e passando in rassegna le varie trasmissioni che possono venir in mente, non ne salva uno.

«Quello che volevo fare con Unti e Bisunti era dare alla gente che guarda la tv una valida alternativa, mostrare il lato bello – e accessibile –  della cucina italiana. Portare scompiglio in maniera costruttiva», racconta. A giudicare dai risultati, almeno stando al gradimento del pubblico, lui e la sua squadra sembrano essere riusciti nell’intento.

E non finisce qui. Chef Rubio ha ripreso mestole, padelle e fornelli e si è da poco rimesso in viaggio per girare la nuova stagione di Unti e Bisunti, farà tappa nelle regioni che non sono state toccate dalla prima serie. Le nuove puntate dovrebbero andare in onda a dicembre.

Un consiglio per chi non lo avesse mai visto all’opera: assumetelo solo dopo i pasti, lontano dalle diete e in fascia protetta da attacchi di fame.

Clicca qui per vedere la puntata girata a Roma

Lascia un commento

I campi contrassegnati con il simbolo (*) sono obbligatori. Codice HTML base è permesso.