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Cupola di Sant'Andrea: riaperta l'opera del Bernini

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Appuntamenti culturali a Roma maggio 2014

Domani alle 11, a un anno esatto dall’inizio dei lavori, ultimati per il Natale 2013, la cupola di Sant’Andrea al Quirinale tornerà a rifulgere in tutto il suo splendore di ori e stucchi.

La chiesa, di proprietà del Fondo edifici di culto, è uno dei capolavori di Gian Lorenzo Bernini, che affidò la realizzazione delle decorazioni della cupola ad Antonio Raggi, il suo allievo più prossimo, il quale realizzò i gruppi scultorei tra il 1662 e il 1665, mentre la parte relativa ai lacunari venne affidata a Pietro Sassi e le dorature a Vincenzo Corallo.

Sono ritornate alla luce le dorature originali delle decorazioni berniniane che si erano sorprendentemente conservate nel corso dei secoli in maniera più che soddisfacente. Ciò è stato possibile grazie all’intervento di restauro finanziato da Arcus e curato dalla Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Roma, diretta da Daniela Porro.

Il restauro è stato progettato e diretto da Paolo Castellani, funzionario storico dell’arte della Soprintendenza, mentre Adriana Capriotti ha svolto le funzioni di responsabile unico del procedimento; l’intervento è stato realizzato da Picalarga srl con la supervisione dell’architetto Marco Picalarga e la direzione tecnica della restauratrice Laura Basile. Il restauro è il risultato di uno stretto e continuo lavoro di equipe, cui hanno partecipato anche gli architetti Alessandra Petretto e Marco Setti.

Gli interventi di consolidamento e di pulitura hanno restituito luminosità alla decorazione delle partiture architettoniche, dei lacunari e dei gruppi scultorei raffiguranti pescatori e gruppi di angeli che scandiscono la cupola. Le superfici presentavano lesioni e piccoli distacchi sia di parti decorative che di alcuni elementi dei gruppi scultorei (foglie, frammenti di cornice, dita delle figure), oltre a crepe che attraversavano longitudinalmente buona parte della superficie di tutti gli spicchi che costituiscono la calotta. È stata eseguita una pulitura integrale di tutta la superficie, oltre al reintegro delle parti lacunose dei gruppi scultorei e della doratura. Ciò ha confermato quanto dichiarato da più fonti, relativamente alle correzioni che Bernini stesso operava sugli stucchi, rimodellando di sua mano, con ulteriori strati, i particolari plastici dei gruppi scultorei, come ad esempio muscolature o drappeggi.

Nell’intervento di pulitura, inoltre, è stata rimossa la patina grigiastra soprammessa in occasione di un precedente intervento sulle superfici dei gruppi scultorei (che presentavano un ulteriore strato di scialbo non originale sottostante), non sottoposti preventivamente a nessun intervento manutentivo. È tornata alla luce, infatti, una spettacolare finitura superficiale degli stucchi, realizzata a calce e polvere di marmo, usata allo scopo di rendere più efficace l’assimilazione degli stucchi al travertino. I risultati possono, quindi, essere considerati di grande rilievo, anche considerando che l’ultimo intervento di restauro così complesso risaliva nientemeno che al secolo XIX. L’edificio, la cui costruzione come chiesa annessa al noviziato dei Gesuiti venne approvata da Papa Alessandro VII nel 1658, era sostanzialmente compiuto per la parte strutturale e per la copertura nel novembre del 1659, mentre ulteriori lavori realizzati all’inizio del decennio successivo riguardarono il lanternino e le cappelle laterali.

La decorazione interna della cupola venne realizzata tra 1662 e 1665. All’interno della chiesa sono conservate opere di Giovan Battista Gaulli (tele della cappella di San Francesco Saverio (primo decennio secolo XVIII), Giacinto Brandi (tele della cappella della Passione, terzo quarto secolo XVII) e all’altare maggiore la grande pala con il martirio di Sant’Andrea, opera del pittore borgognone di formazione cortonesca Guillaume Courtois (detto in Italia Guglielmo Cortese), suo capolavoro realizzato tra il 1668 e il 1671. Il restauro della decorazione della cupola di Sant’Andrea al Quirinale verrà quindi presentato alla stampa domani alle 11. Saranno presenti il soprintendente Daniela Porro, l’amministratore unico di Arcus, l’ambasciatore Ludovico Ortona, il direttore dei lavori di restauro, Paolo Castellani, il vicedirettore centrale del Fondo edifici di culto, Ugo Righini, il responsabile unico del procedimento, Adriana Capriotti, e il rettore della chiesa, Giovanni La Manna.

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