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L'inibizione da social network

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Secondo un recente sondaggio di un istituto di ricerca statunitense, gli utenti che usano i social network sono meno portati ad esporre il proprio pensiero per paura di ritrovarsi in minoranza rispetto al pensiero che prevale – poi – tra la maggior parte dei loro contatti.

E questo comportamento il sondaggio lo riscontra in particolar modo quando si tratta di argomenti legati alla sfera politica. Il sondaggio è stato effettuato negli Stati Uniti tra agosto e settembre 2013, sulla base di 1.801 interviste ad utenti americani. Dai risultati è emerso come – anche sui social network – si verifichi la cosiddetta “spirale del silenzio” (la teoria sviluppata negli anni Settanta da Elisabeth Noelle-Neumann, secondo la quale i media, ma soprattutto la televisione, possono avere una notevole incidenza di persuasione sui riceventi e quindi più in generale sull’opinione pubblica) che parte dall’off-line e arriva poi all’online, coinvolgendo soprattutto quelle persone che la pensano in modo diverso rispetto ai propri contatti.

 

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