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I curiosi nomi delle vie di Roma

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Storie e curiosità dalla Capitale

Città dalle mille sorprese la nostra Roma i cui angolini più nascosti continuano a riservare nuove e continue scoperte perché rimasti ancora inesplorati o non ammirati. E stupore ancora più grande a volte la riservano proprio i curiosi nomi di piazze e vicoletti del centro storico.

Da dove nasce per esempio il romantico nome Campo de’ Fiori? Dalla presenza di un grandissimo campo pieno di fiori colorati come papaveri, margherite e “nontiscordardimé” che lì esisteva fino a prima della metà del 1400 e cioè prima di divenire una piazza vera e propria. Anche se le ipotesi sul significato del nome sono davvero tante! Ci sono poi curiosissimi vicoli che ricordano gli antichi mestieri dei maestri artigiani che lungo il loro corso avevano le proprie botteghe. Tra queste via delle Fornaci al Gianicolo, anticamente ricca di forni destinati alla cottura della creta; Via della Panetteria al Quirinale, dove si produceva il pane per il Papa; Via dei Sediari nel rione Sant’Eustachio, strada in cui si vendevano sedie di ogni tipo; Via dei Coronari, un tempo affollata da piccoli commercianti che vendevano corone per il rosario e oggetti sacri; Via dei Pettinari non lontano da via Giulia, popolata dai cardatori di lana che idearono il cosiddetto tessuto “pettinato”; e ancora via dei Cestari vicino a piazza della Minerva, che prende il suo nome proprio dalle botteghe dei fabbricanti di ceste.

 

Altre vie invece sono dedicate agli antichi divertimenti, come per esempio via della Pilotta vicino alla Fontana di Trevi che ricorda una specie di gioco del pallone che sin dal XVI secolo si praticava nella limitrofa piazza dell’Olmo oppure strade che rammentano opere di ingegneria antica come via dei Condotti, in riferimento proprio alle condutture dell’Acqua Virgo che ancora oggi alimentano la fontana di Trevi. E ancora nomi che si riferiscono ad alcune attività che lungo le vie venivano praticate dal popolo come per esempio via del Lavatore sempre a Trevi, dove le donne si recavano per fare il bucato e via Panisperna a Monti, dove i poveri si recavano per fare incetta di pane e prosciutto donati dai frati nel giorno della festa di San Lorenzo. Altre raccontano leggende curiose come via del Boschetto dove sembra che secoli fa sorgesse un fitto bosco di olmi, via della Gatta, dietro palazzo Grazioli, così chiamata in onore di una gatta che miagolando attirò l’attenzione di una mamma distratta che riuscì così a salvare il proprio bimbo arrampicatosi pericolosamente sul cornicione del palazzo o ancora via dei Serpenti, che sembrerebbe derivare dall’insegna di una bottega in cui era raffigurato il Laocoonte avvolto nelle spire dei serpenti, anche se ovviamente le ipotesi su questo toponimo sono davvero numerose. A volte i nomi ricordano i portentosi monumenti dell’antica Roma come via delle Terme Eleniane vicino Porta Maggiore, dove appunto si trovavano le terme volute da Elena, madre dell’imperatore Costantino e via Claudia al Celio in riferimento al tempio del Divo Claudio edificato in onore dell’imperatore dalla moglie Agrippina Minore. Insomma una vera e propria storia millenaria che Roma racconta anche attraverso i nomi delle sue incantevoli strade!

 

Associazione Culturale L’Asino D’Oro

www.lasinodoro.it

 

© Fotografia de L’Asino D’Oro Associazione Culturale

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