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Festival film: Tomas Milian riconquista Roma

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Festival del film di Roma: seconda giornata

Il Festival del Film di Roma premia Tomas Milian con il Marc’Aurelio e Tomas Milian premia la città e il suo pubblico con un incontro, che è stato un lungo e caloroso abbraccio. Al suo arrivo sulla passerella del red carpet, appassionati di tutte le generazioni hanno avuto modo di salutarlo e di ottenere un autografo.

Poi quando è entrato in sala Petrassi è scrosciato l’applauso, gli spettatori si sono alzati in piedi e numerose voci si sono levate a dire “Grande! Sei un grande!”. Lui, Tomas Milian, si commuove e fa un gesto ad abbracciare tutti, più volte. «Questo amore infinito che ho per Roma e per tutti voi!», poi aggiunge «Non è che sono un piagnone! È che quando parlo d’amore piango, non so perché». Nonostante siano passati tanti anni da quando è tornato negli Stati Uniti, utilizza ancora un gergo perfettamente romano e prende le mosse “der Monnezza”. Il pubblico è lì, in rispettoso silenzio mentre parla, interagendo quando Tomas Milian scherza. Ha 81 anni e, dopo tanti personaggi interpretati, vuole parlare di sé e della sua vita.

 

Del resto molti fra gli spettatori hanno sulle gambe o nella borsa una copia della sua autobiografia da fargli firmare. E lui racconta della sua infanzia, del padre “dittatore” che si suicidò davanti ai suoi occhi quando aveva 12 anni, della madre che non l’ha mai amato. «Roma è stata mia madre, che mi ha aperto le braccia, mi ha stretto e mi ha dato un calore immenso». Ma prima di arrivare a Roma c’era stata la scelta di lasciare l’isola caraibica dove è nato, Cuba, per trasferirsi negli Stati Uniti ed andare all’Actors Studio, dove si era formato quel James Dean di La valle dell’Eden in cui si riconosceva.  Una vita partita dal niente, dal desiderio di riuscire come attore perché come dice «Ho deciso di fare il cinema per interpretare un personaggio ed allontanare i problemi». Superò la selezione dell’Actors Studio e poi venne in Italia, con una parte al Festival di Spoleto. Da lì iniziò la sua carriera nel nostro paese, prima diretto da grandi registi in alcuni film impegnati, poi negli spaghetti western e quindi nei polizieschi, interpretando tra gli altri il romano Monnezza. Ma tra un racconto e un altro, tra una lacrima e una risata, non c’è più tempo e la sala si deve liberare per ospitare la proiezione di un film in concorso. Il pubblico rumoreggia, ma bisogna seguire la scaletta, come nelle riprese cinematografiche. Milian ringrazia ancora il pubblico per il suo affetto e dice «Mi fa piacere, perché significa che non ho lavorato invano. Vi amo tutti». Un arrivederci breve, perché già oggi Tomas Milian incontra nuovamente il suo pubblico al Teatro Lido di Ostia, alle 11 con ingresso gratuito. Poi la sua presenza è prevista in varie librerie per la presentazione del suo libro Monnezza amore mio, pubblicato da Rizzoli, dove si racconta dall’inizio alla fine, dove finalmente a 81 anni il personaggio è proprio lui.

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