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La Roma del Grand Tour

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Storie e curiosità dalla Capitale

Il viaggio in Italia ha radici lontanissime. Già dal Medioevo le nostre strade furono percorse da migliaia di pellegrini, artisti, mercanti, studiosi ma anche banditi e semplici avventurieri.

Tuttavia c’è qualcosa di diverso e particolare nel viaggio che dal finire del XVII secolo diventò di fondamentale importanza per i giovani rampolli dell’aristocrazia europea, per gli artisti e gli uomini di cultura e che chiamiamo Grand Tour, un viaggio di istruzione che aveva come fine la formazione del giovane gentiluomo attraverso il salutare esercizio del confronto. Iniziò a diffondersi l’idea infatti di un itinerario inteso come unico fine, da compiere in nome di una curiosità audace, assetata di sapere e conoscenza. E ovviamente l’Italia e soprattutto Roma diventarono fin dall’inizio mete obbligate. Ma perché proprio Grand Tour? Il termine chiarisce come la moda di questo viaggio si specifichi in un “giro” particolarmente lungo, ampio e senza soluzione di continuità, con partenza e arrivo nello stesso luogo, che poteva attraversare anche i paesi continentali e raggiungere perfino mete più esotiche come l’Egitto, ma che aveva come traguardo prediletto e irrinunciabile appunto l’Italia. Tra le mete preferite vi erano Pompei ed Ercolano, gioielli delle Roma Antica tornati alla luce proprio alla fine del ‘700, ma anche Venezia e ovviamente Roma. Non solo i siti archeologici delle antichità classiche raccoglievano grande interesse, molta attenzione era rivolta anche al “contemporaneo”, alle opere neoclassiche e allo studio della natura.

 

La Sicilia, Napoli ed i Campi Flegrei in tal senso offrivano un perfetto connubio: era possibile osservare le opere del passato, ma anche la natura in tutte le sue manifestazioni, grande attenzione fu riservata per esempio all’attività vulcanica. Durante il percorso i giovani potevano acquistare numerose opere d’arte e d’antiquariato: fondamentale diventò il farsi ritrarre da uno dei pittori più in vista del momento oppure il solo acquisto di vedute del paesaggio italiano e tra i pittori più in voga vi erano Pompeo Batoni, il Canaletto ed il Piranesi. Molti furono i personaggi illustri che partirono per compiere il Grand Tour e che finirono con il soggiornare a lungo a Roma, come per esempio lo scrittore tedesco Goethe e il giovane poeta inglese John Keats. Non è un caso infatti se in città le abitazioni in cui alloggiarono siano poi state trasformate in case museo. Ed è proprio Goethe a mettere su carta ciò che molto probabilmente doveva essere il pensiero comune di questi intrepidi viaggiatori una volta giunti in città: “Vivo qui in uno stato di chiarità e di pace di cui da tempo non avevo neppur l’idea. Ogni giorno un nuovo oggetto degno di nota, ogni giorno immagini vive, grandi, peregrine, e un tutto ch’è vissuto a lungo nel pensiero e nel sogno, ma che l’immaginazione non bastava mai ad afferrare”. 

 

Associazione Culturale L’Asino D’Oro

www.lasinodoro.it

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