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Matisse. Arabesque alle Scuderie del Quirinale

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Matisse. Arabesque alle Scuderie del Quirinale

Le influenze dell’arte orientale, i colori pieni e vivaci, la fascinazione dei temi floreali e arabeschi di culture lontane, la ricerca di una radicale e personale indagine sulla pittura. Questo e molto altro si può apprezzare nella mostra dedicata a Matisse e allestita presso le Scuderie del Quirinale.

Il percorso espositivo, curato da Ester Coen, espone al grande pubblico oltre 90 opere, fra dipinti, disegni, e costumi teatrali, arrivati in prestito dai più importanti musei del mondo. La mostra Matisse. Arabesque ha il chiaro intento di restituire agli spettatori le suggestioni e le influenze che l’Oriente ha avuto per buona parte della vita del maestro francese, una vicinanza resa possibile dai suoi innumerevoli viaggi. I toni sgargianti, i volumi intensi, i motivi floreali e arabeschi; in ognuno di questi elementi si intravede la ricerca di Matisse verso un’arte personale, lontana dalle influenze classiche delle correnti artistiche precedenti, ma anche da quelle dei filoni delle avanguardie del ‘900.

Matisse con le sue pennellate vibranti, indaga una nuova idea di arte decorativa “fondata sull’idea di superficie pura”. Sono certamente evidenti e non trascurabili le influenze cubiste, come nell’opera Ritratto di Yvonne Landsberg (1914), che però, per quanto se ne possano scorgere le influenze, non fanno di Matisse un pittore pienamente afferente a questa corrente; anzi, probabilmente fra tutti i maestri del primo ‘900, lui forse è uno dei pochi che possiamo definire autonomo. Il maestro francese nei suoi quadri, come nei suoi disegni, concepisce e ridefinisce una nuova idea di spazio ispirandosi ai modelli esotici. Esempio di questa ricerca è l’opera Il paravento moresco (1921), che racchiude la capacità di Matisse di rievocare scorci di mondi di fiabesca tradizione attraverso l’uso e l’impostazione di uno spazio pittorico ispirato alla tradizione decorativa nord-africana e medio-orientale. Gli spazi prospettici e geometricamente definiti dell’arte dell’’800, ma così come la decostruzione degli spazi di natura cubista, vengono infranti dall’arte di Matisse, che ricerca e trova, uno spazio diverso, quasi surreale.

Un occhio di riguardo lo si deve anche all’esposizione dei costumi che Henri Matisse realizzò per il balletto Le chant du rossignol messo in scena nel 1920, i quali rievocano la dedizione e la fascinazione dell’artista per il mondo della decorazione tessile. Nelle stampe sui tessuti ritroviamo anche le influenze delle decorazioni giapponesi che il maestro francese definì esempi di armonia e purezza. “Il motivo della decorazione diventa per l’artista la ragione prima di una radicale indagine sulla pittura. E’ dai motivi intrecciati delle civiltà antiche che Matisse coglie i principi di rappresentazione di uno spazio diverso che gli consente di uscire dalla pittura intimistica di tradizione ottocentesca”, si legge nella presentazione.

 

Fino al 21 giugno

Scuderie del Quirinale

Via XXIV Maggio, 16 (clicca qui per vedere la mappa)

Tel. 06.39967500

Orario: dalla domenica al giovedì dalle 10 alle 20, venerdì e sabato dalle 10 alle 22.30

Biglietti: 12 euro intero, 9.50 euro ridotto

Info: www.scuderiequirinale.it

 

© Henri Matisse, Due donne, 1938. Collezione Privata

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