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Roma e le statue parlanti

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Storie e curiosità dalla Capitale

Dopo aver presentato Pasquino, la più celebre tra le Statue Parlanti di Roma, meritano una menzione anche gli altri personaggi in pietra che tanto diedero scandalo in passato con le loro parole. Di chi parliamo? Ma ovviamente di Marforio, dell’Abate Luigi, del Facchino, del Babuino e di Madama Lucrezia. Proprio nel cortile di Palazzo Nuovo in Campidoglio, disteso su un fianco, ecco comparire il nostro Marforio, una statua raffigurante un uomo barbuto il cui nome potrebbe derivare da “Marte in Foro”, dal luogo del suo ritrovamento, il Foro Romano appunto.

E’ solitamente considerato la spalla di Pasquino, poiché in alcune delle satire le due statue dialogavano fra loro: in genere una faceva domande e l’altra rispondeva ovviamente a tono, con una battuta pungente. Si racconta per esempio che quando sotto l’occupazione francese Napoleone cominciò a razziare i tesori d’arte di Roma, Marforio interrogò il compagno: “È vero che i Francesi sono tutti ladri?” E Pasquino rispose: “Tutti no, ma Bona-Parte”. L’Abate Luigi, oggi purtroppo decapitato, lo si può incontrare addossato alla parete della chiesa di Sant’Andrea della Valle, non lontano da piazza Navona, anche se avendo spesso cambiato collocazione durante il corso dei secoli, può essere chiamato “viaggiante” oltre che “parlante”! E’ lui stesso a presentarsi: “Fui dell’antica Roma un cittadino, ora Abate Luigi ognun mi chiama. Conquistai con Marforio e con Pasquino nelle satire urbane eterna fama, ebbi offese, disgrazie e sepoltura, ma qui vita novella e alfin sicura”. La statua raffigura un uomo con una toga romana e il soprannome fu probabilmente ispirato dal sacrestano della vicina chiesa del Sudario, il quale, almeno secondo la tradizione popolare, somigliava molto alla figura scolpita. Il Facchino è invece una piccola fontana che rappresenta una figura maschile ritratta mentre versare acqua da una botte: l’abito indossato dalla figura è il costume tipico della corporazione dei facchini, da cui il nome del personaggio. Il Babuino (cioè babbuino) è invece un anziano sileno disteso davanti alla chiesa di Sant’Attanasio dei Greci, nella centralissima via del Babuino e il soprannome si deve alle prese in giro del popolo, che nel volto grottesco della statua trovava una curiosa somiglianza con un babbuino! E poteva forse mancare una fanciulla tra le statue parlanti? No! Ecco quindi Madama Lucrezia, in piazza San Marco, proprio all’angolo di Palazzetto Venezia. La statua che molto probabilmente rappresenta la dea egizia Iside o una sua sacerdotessa, si riferisce nel nome a Lucrezia d’Alagno, la famosa amante del re di Napoli Alfonso V, che si sarebbe trasferita a Roma dopo la morte del sovrano. Come le altre Statue Parlanti, fu spesso anche lei la voce del popolo: durante la Repubblica Romana del 1799, la statua cadde dal suo piedistallo e il popolo romano, con allusione ai francesi invasori, scrisse sul dorso “non ne posso veder più!”.

 

Associazione Culturale L’Asino D’Oro

www.lasinodoro.it

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